Relazione dell’incontro di Mercoledì 18/02
Il titolo della serata “ Un mercoledi da leoni” è legato al film omonimo che tratta di alcuni giovani che praticano il surf con molta passione, come uno stile di vita personale (almeno questo è quello che ci ho visto io)
Si è partiti parlando della necessità di trovare del tempo e un contenitore dove confrontarsi su temi sociali di interesse comune per capire, approfondendo, come le nostre vite siano “determinate” e come possono liberarsi da costumi e azioni che non producono “reale benessere”.
Saziare la nostra voglia di informazioni concrete che diradino la nostra ignoranza, per avvicinarci ad essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo .
Ci si è collegati poi alla società e all' ordine di cose che governa il mondo e in particolare alla situazione italiana.
Sempre parlando di contenitori c'è chi ha affermato l'importanza di riempire, anche con la propria diversità, i contenitori politici (i partiti) che sono i “canali legittimati” ad intervenire sulla situazione sociale, e
che possono aiutarci a far sentire le nostre voci.
Altri hanno affermato la diffidenza verso questi ultimi, a causa della loro eccessiva arroganza e presunzione di rappresentanza; proponendo invece di creare un contenitore neutro dove possano confluire le esperienze piu "diverse " per avere momenti di maggior confronto e dialogo, trovando anche diversi canali di sensibilizzazione.ed esternazione.
Si è comunque detto di non tralasciare la possibilità di comunicare e svolgere attività , iniziative culturali ed "eventi", anche assieme ad altre associazioni, gruppi, anche partiti, che condividessero le idee e le proposte che scaturiranno dalla Fucina.
Inoltre abbiamo compilato una mailing list per velocizzare le comunicazioni e deciso i primi due argomenti su cui indagare più approfonditamente e su cui trovare proposte concrete e azioni per affrontare quelle che, secondo i partecipanti, sono due vere emergenze: l’ACQUA e l’IMMIGRAZIONE.
Andrea S.
Vorrei dire due cose anch’io, anche se non sono riuscito a seguire completamente il dibattito.
La prima è che ho trovato estremamente positiva la prevalente partecipazione all’incontro di giovani (solo tre dinosauri, la Gianna, Gianni ed io).
Non ho nulla, ovviamente, contro la presenza dei “vecchi”, anzi li invito calorosamente a partecipare, ma una consistente presenza di giovani ci permette quel confronto tra presente, di cui i giovani sono piena esperienza, e quelle “altre esperienze” che hanno determinato il terreno in cui ci muoviamo oggi.
Non sono, a mio avviso, le esperienze passate che hanno il diritto nè possono continuare ad interferire sui cambiamenti.
La loro funzione, io credo, si dovrebbe limitare a seguire con attenzione e spirito di apprendimento, per poter essere utili, semmai, ad evitare il ripetersi degli errori che ci hanno portato a questa non facile situazione.
La seconda riguarda lo “spirito” delle attività della Fucina.
Credo, anzi sono convinto, che non serva assolutamente un altro “gruppo” che lavori chiuso in se stesso, ce ne sono fin troppi con il vizio del “chiudiamoci a casa con le pantofole”.
Anzi, e mi assumo la responsabilità dell’affermazione, non se ne può più di gruppi che si riuniscono più per la paura del confronto che per svilupparlo realmente. Non voglio accusare nessuno, ognuno farà il suo esame di coscienza, ma dico anche che la diversità non può essere una considerazione fintamente aperta, di fatto chiusa a doppia mandata con un bel chiavistello.
Questo, per me, vuol dire che nella Fucina non ci possono essere delle “tessere” privilegiate se non quella del profondo desiderio di battere, finalmente, l’ostacolo delle “ideologie”, per aprirsi, grazie ad un onesto approfondimento, alla realtà, per quello che è e non per quello che talvolta ci fanno vedere i nostri paraocchi.
Con molta franchezza, passione e senza paura, come Andrea ha interpretato Un mercoledì da leoni.
Un’ultima cosa, per me molto importante, fondamentale: bisogna senza dubbio mettere in campo grande serietà, ma non dimentichiamoci mai che la serietà non è in conflitto con il divertirsi nell’elaborare e nel fare, anzi ne è compendio, pena la “morte”, delle idee e del fare.
Grazie, e a presto. massimo
P.s. Vorrei porre l’attenzione su un altro argomento che ci è “esploso”, letteralmente, tra le mani, la firma del protocollo d’intesa con la Francia sull’avvio della costruzione di 4 CENTRALI NUCLEARI in Italia. La prima dovrebbe essere operativa nel 2020. Il silenzio non è d’obbligo.